Terapie

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TERAPIE

Idealmente il trattamento dell’infertilità maschile dovrebbe seguire criteri di progressività mediante
visite di screening preventivo, dai 13 ai 16 anni, mediante visite di controllo nella visita adulta e
mediante interventi diagnostici e terapeutici precoci in caso di infertilità.
Nella realtà quasi sempre si interviene solo nelle fasi tardive del processo diagnostico di infertilità
di coppia, quando, spesso, la soluzione proposta è quella della procreazione medicalmente assistita
(PMA).
Le terapie si possono dividere nelle 4 principali tipologie che potrete trovare qui di seguito.
1. Terapia della infertilità

Sono 2 le situazioni nelle quali l’efficacia dell’intervento
terapeutico andrologico ha un alto livello di evidenza di efficacia: nell’ipogonadismo ipogonadotropo e nelle azoospermie ostruttive. Queste due condizioni patologiche rappresentano circa il 3-9% dei casi di infertilità maschile. Nell’ipogonadismo ipogonadotropo la terapia è ormonale e si basa sulla somministrazione di FSH e LH secondo schemi terapeutici definiti. Nell’azoospermia ostruttiva la terapia si basa sulla ricanalizzazione chirurgica e su tecniche di recupero di spermatozoi (MESA, TESE e TEFNA) da utilizzare con metodiche di PMA (ICSI).
2. Terapia della causa di infertilità

Si tratta di condizioni nelle quali si propone la cura della
patologia che ha causato l’infertilità ma si esplicita al paziente che la possibilità che il trattamento aumenti le probabilità di gravidanza non è certa. E’ il caso delle infezioni del tratto seminale, che sono cause potenzialmente correggibili di infertilità maschile ma nelle quali la terapia antibiotica spesso eradica i microorganismi senza migliorare la capacità riproduttiva. Nel caso del varicocele, spesso la sua correzione determina un miglioramento dei parametri seminali dello spermiogramma, delle osservazioni in microscopia elettronica e nei test funzionali (test di frammentazione del DNA spermatico). Tuttavia il dibattito sulla
reale efficacia della correzione del varicocele nel migliorare le possibilità di avere un figlio, è ancora in corso. Al momento le analisi degli studi più recenti, seppure con un basso livello
di evidenza scientifica, confermano che la correzione del varicocele risulta essere efficace nell’aumentare le percentuali di gravidanza o nel consentire di passare da tecniche complesse di procreazone medicalmente assistita come la ICSI a tecniche più semplici come
la IUI.
3. “Aiuto” terapeutico 
(nelle forme idiopatiche)

Laddove non si riesca a definire una causa precisa è proponibile una terapia di supporto con antiossidanti o con farmaci ormonali
(antiestrogeni come il tamoxifene o gonadotropine FSH e LH). Il trattamento di uomini subfertili con antiossidanti, secondo analisi recenti di studi pubblicati, può aumentare le gravidanze e il numero di figli nati. Anche la terapia di stimolo spermatogenetico con FSH, in pazienti selezionati, può avere effetti benefici sulla capacità degli spermatozoi di indurre gravidanze.
4. PMA


Infine, ci sono circostanze nelle quali la scelta della PMA trova indicazioni maschili. Si tratta del cosiddetto fattore maschile medio, condizione non trattabile nella quale 2 o più
spermiogrammi presentano 1 o più parametri al di sotto del 5° centile , nella quale è indicate una IUI, e il deficit seminale severo, compresa la azoospermia ostruttiva e la azoospermia non ostruttiva, nelle quali è indicate la ICSI. Questa tecnica è indicate anche nei casi di incapacità coitale o dopo sperm washing (nell’uomo HIV positivo).
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