Ginecomastia

GINECOMASTIA

La ginecomastia, cioè lo sviluppo della ghiandola mammaria nel maschio, è una patologia che si presenta non raramente all'attenzione dell'andrologo.
 
Benché sia una condizione del tutto benigna, riveste rilevanza clinica perché talvolta può essere un sintomo rivelatore di una patologia fino ad allora misconosciuta. Questa condizione è spesso fonte di preoccupazione nel portatore, che talvolta teme che si tratti di una manifestazione tumorale maligna. Non secondaria, inoltre, è la risonanza emotiva dell'aspetto femminilizzante che la ginecomastia può indurre, soprattutto in età adolescenziale.
 
La ginecomastia può essere asintomatica e spesso è di riscontro casuale nel corso della visita. In genere una anamnesi accurata e un esame obiettivo sono sufficienti a identificarla e a classificarla come ginecomastia puberale, iatrogena, o come secondaria a patologie sottostanti. La ginecomastia puberale in genere regredisce spontaneamente mentre nell'adulto l'insorgenza di un ingrossamento della ghiandola mammaria richiede una diagnosi e un trattamento. Ladiagnostica dovrebbe differenziare la ginecomastia vera dalla adipomastia e da altre lesioni mammarie, in particolare dal carcinoma mammario, ma soprattutto dovrebbe chiarire la causa della ginecomastia, mediante una valutazione obiettiva, ecografica e laboratoristica (esami di funzionalità epatica, dosaggio di LH, T, hCG, E2, Prl e TSH). Nei casi di ginecomastia peripuberale che non regredisce entro 6 mesi e nelle forme acute, in fase florida, dell'adulto, può essere effettuata una terapia per almeno tre mesi con antiestrogeni, in particolare con il tamoxifene, alla dose di 20 mg al giorno. Se la ginecomastia non regredisce entro un anno dall'insorgenza e nei casi in cui l'evidenza della ghiandola causa disturbi estetici e psicologici, è indicata la mastectomia chirurgica.
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